?

Log in

No account? Create an account

Previous 10

Feb. 8th, 2012

Blocco dello scrittore: Human Nature

Uno dei più grossi difetti della natura umana è il pregiudizio. Questo ha spesso alzato barriere tra esseri umani che ancora oggi esistono. La cosa è diventata ancora più forte con la società di massa dal '900 e a causa di questo si sono affermate molte dittature. Penso che oggi i pregiudizi delle persone siano ancora molto accesi e questo non tanto per via delle culture e tradizioni che purtroppo invece stanno scomparendo, specialmente a causa del nuovo modo di pensare degli adolescenti di oggi (molti sembrano infatti non interessarsi alla storia, alla scienza, alla loro formazione...) ma ai due più potenti strumenti di comunicazione: la televisione e il web; specialmente il primo. Infatti vengono spesso proposti, per esempio, film, programmi televisivi, tg con giornalisti parziali che inducono chi li guarda, cioè la maggior parte delle persone, ad acquisire idee chiuse, informazioni culturali spesso di parte e pensieri poco profondi.




Gli umani hanno tantissimi difetti; io infatti sono una grande amante degli altri animali (dico altri perché anche l'essere umano è un animale), forse amo più loro che gli esseri umani perché hanno conservato l'autenticità, la purezza delle loro azioni e dei loro sentimenti. La mia gatta, quando strofina la testa contro la mia gamba, prova un sentimento autentico e me lo dimostra benissimo, e nessun umano me lo farebbe capire così.
Tuttavia, un pregio che ammiro degli esseri umani è la creatività. Purtroppo non tutti gli esseri umani l'hanno sviluppata bene, ma una parte di loro, con l'arte, la poesia, la musica e la letteratura hanno dato al mondo un tocco in più, anche se il bello del mondo l'ha fatto la natura, per questo bisogna rispettarla.




ThGirlWithBlackGlasses B)

Blocco dello scrittore: Vision Test

Do you believe in love at first sight?
Amore a prima vista eh? A me non è mai capitato; in un amore passato della mia adolescenza la prima volta che vidi l'oggetto della mia futura storia pensai:"Caspita, quanto è carino!". Effettivamente la prima vista verso un potenziale futuro amore si può basare solo sull'aspetto. Tuttavia credo che possa esistere l'amore a prima vista perché credo nel sesto senso e penso che l'aspetto di una persona più un minimo presentimento sul carattere e aspetto interiore possano dare un amore a prima vista.

L'amore a prima vista però potrebbe essere dettato anche dalla fantasia e dalle ipotesi che ci si fa su una determinata persona basandosi sull'aspetto e determinati modi di fare e di comportarsi in pubblico. Ipotesi che si possono rilevare sbagliate una volta che si scopre che quel potenziale partner non è come ce lo immaginavamo.

Ma non importa se l'amore è a prima vista o no. Perchè l'amore è una delle cose più belle della vita e non importa in che modo ci innamoriamo.


ThGirlWithBlackGlasses B)

Feb. 7th, 2012

Voglia di viaggiare...

Nevica; nevica in tutta Italia. Qui in Emilia Romagna a dire il vero è da stamattina che non cadono fiocchi di neve dal cielo e anche quelli mattutini erano pochi. Meglio! Domani vorrei andare a studiare a Bologna, solo là riesco a concentrarmi bene e la preparazione all'esame di biologia vegetale deve essere impeccabile e, se riesco, perfetta. Qui nella mia vecchia città ci sono troppe cose che mi creano distrazioni: ho i giochi del computer, le fotografie di paesaggi scattate in vari posti di gita e vacanza che mi fanno venire voglia di essere rimaneggiate con Photoshop, i gatti, specialmente la piccola Trudy che viene sempre a chiedere coccole (e come dire di no a quel musino bianco), i miei genitori che chiacchierano (mio padre ha un tono di voce altissimo). Poi a guardare là fuori mi viene sempre più voglia di viaggiare, visitare tanti posti e scattare tante fotografie per aggiungerle alla mia collezione o trasformarle in dipinti. Purtroppo ho un ragazzo che trova sempre ogni presupposto per andare al massimo in vacanza 4 giorni e non troppo lontano (Parigi e Londra per esempio per lui sono già troppo lontani). Guai alle gite in giornata nel week end: lui è interessato alle opere d'arte famose e quelle secondarie delle cittadine vicine non gli interessano; poi secondo lui bisogna organizzarsi mooolto tempo prima. La migliore amica di mia madre invece è il suo esatto contrario: un mese fa, essendo depressa per problemi relativi a suo figlio e con tanta voglia di evadere dalle quattro mura di casa sua, di punto in bianco, ha preso la macchina ed è arrivata fino ad Innsbruck; ha visitato la città, poi Rosenheim ed è tornata in Italia. Qualche giorno fa ha deciso nuovamente all'ultimo momento di andare ad Arco per parlare con un editore che le doveva pubblicare un libro ed è partita con la neve; in autostrada c'era solo lei. Che tipo imprevedibile. Quando ho raccontato tutto al mio ragazzo era scandalizzato e mi ha detto che se fossi stata così anchio non mi avrebbe sopportata. A me però non dispiacerebbe avere un'amica così, un pò imprevedibile; è divertente e non ci si annoia mai di sicuro.
Poi...quanto l'ho invidiata...ok, e' vero che per andare in vacanza a Pasqua devo riuscire a far bene anche questi ultimi due esami e che non dovrei andare troppo in là con l'immaginazione (come spesso faccio), però...è bello pianificare i viaggi futuri, sognare di esplorare posti meravigliosi, visti  e mai visti. Le cose che mi attraggono di più sono i castelli, le ville e le reggie, soprattutto se hanno grandi giardini. L'anno scorso sono riuscita a trascinare il mio fidanzato a Monaco di Baviera e abbiamo visitato, oltre alle varie altre cose, il castello di Nymphenburg. Sono rimasta colpita in pieno non tanto dall'immensità del castello, ma dai giardini, di 200 ettari, immensi. Io e il mio ragazzo abbiamo camminato tantissimo tra i boschetti, i prati e gli alberi. I paesi che si trovano sopra l'Italia (questo si nota già a partire per esempio dall'Alto Adige che comunque è ancora italiano) sono caratterizzati da prati ed alberi di un verde accesissimo, molto intenso, e, nella giornata soleggiata in cui eravamo capitati noi, creavano un effetto fiabesco e per certi versi anti-depressivo, persino per me, che ero vicina alla maturità. Una regione d'Italia magica ma purtroppo da me visitata poco è il Trentino-Alto Adige; affascinantissimo, specialmente per i suoi castelli, molti dei quali medioevali. Essi hanno una mirabile capacità di evocare epoche passate. Molti di questi si possono notare dall'autostrada del Brennero e tutte le poche volte che ho l'occasione di passarci faccio qualche scatto con la macchina fotografica. Molte foto vengono bene, nonostante fatte in movimento.
Ma basta sognare. Adesso si torna a lavoro, o meglio, si va a dormire, domani dovrei prendere il treno delle 7 e mezza e prima parto meglio è!


ThGirlWithBlackGlasses B)

Nov. 2nd, 2011

Una vita nuova

Mi sento completamente diversa ora che ho iniziato l'università. E' da quasi un mese che ho cominciato le lezioni e già mi sono completamente assorbita nella nuova routine di città, di Bologna.
Tutto questo mi piace un sacco! Il passato e il rancore per la mia vecchia scuola mi sembrano solo un vecchio incubo e mi sento come nel momento in cui ci si risveglia da esso.
Ho lezione tutti i giorni, tranne sabato e domenica e per ora conduco una vita da pendolare dei treni, come ha sempre fatto mia madre. Ogni giorno devo fare i conti con quei dannati mezzi di trasporto e con chi li gestisce, soprattutto per i ritardi. Giovedì scorso,sempre a causa di un ritardo, in un minuto sono scesa da un treno e salita su un'altro su un binario diverso. Ho corso come una pazza e per un minuto potevo dire addio alla lezione di anatomia, perdendo pagine e pagine di spiegazioni in slide.
Eppure, nonostante i disastri di Trenitalia, sono molto più felice adesso di quanto lo ero (visto che non lo ero affatto) gli anni passati al liceo.
Bologna in effetti è una città calorosa, viva ed accogliente. Piena di negozi, feste, manifestazioni. Essendo una città grande, in centro, si può trovare tutto quello che serve e, per me che sono una buon gustaia, tantissimi tipi di ristoranti in cui si mangia divinamente. Una specie di paese dei balocchi, insomma. E' una città la cui essenza si riconosce dall'arrivo. Appena sto per giungere alla stazione di Bologna Centrale in treno, infatti, quello che mi fa capire di essere quasi arrivata a destinazione è il santuario di San Luca su uno dei colli bolognesi. Mi ricorda simbolicamente la Statua della Libertà a New York; mi sembra infatti di essere come quegli Italiani che emigravano negli Stati Uniti per trovare fortuna e che piangevano di gioia appena, vedendo la Statua, capivano di essere arrivati nella terra del loro futuro, pieno di interrogativi, ricco di speranze, come il mio avvenire all'università. Non scorderò mai quando l'impiegato dell'Almawelcome, al momento dell'immatricolazione, mi ha dato in omaggio la borsa rossa dell'università dicendomi:"Tieni, è dell'università di Bologna, una città generosa.". In effetti ha dato molto a mia madre che è diventata professoressa universitaria da studentessa delle magistrali sempre derisa da tutti. Quanto mi piacerebbe avere anchio la mia rivincita!
Beh, per ora mi godo i primi mesi da studentessa di farmacia e mi impegnerò affinchè i primi esami non tramutino "Bologna Generosa" in "Bologna Rovinosa".
Ho anche stretto nuove amicizie. In particolare con due ragazze, una di Bologna ed una di Ferrara, che anch'essa, come me, ha vissuto in un liceo pieno di ingiusizie e di compagni di scuola falsi e crudeli, proprio come i miei. Eppure è riuscita a farsi forza e con la convinzione di diventare una farmacista ed esaudire il suo sogno, è arrivata seconda nella graduatoria della prova di ammissione. Sono queste le persone che l'Italia dovrebbe stimare, prendere come idoli. Invece, da anni, c'è un clima orrendo, fatto di apparenze, divinismo televisivo. Sembra che ora siano le Veline od i concorrenti del Grande Fratello ad essere diventate persone da cui prendere esempio, invece che, per esempio, gli antichi Italiani che ci hanno preceduti, anche di centinaia di anni, che hanno scritto la storia del nostro paese. E al giorno d'oggi, l'italiano medio non sa nemmeno chi sono questi letterati, scienziati, inventori, poeti, eroi, combattenti che vengono tutt'oggi ricordati anche dal resto del mondo. Penso che oltre che per l'economia l'italia stia andando "a rotoli" per questo motivo.
E' così, con questa piccola riflessione dò la buonanotte a live journal e vi lascio questo post, un pò più allegro e raggiante degli altri. Avere cambiato ambiente, infatti, è stata una delle decisioni più sagge che potevo prendere, visto che negli ultimi anni sono stata davvero molto stupida per varie scelte che ho fatto e tanti errori che ho commesso. Ma aprirò una finestra sul presente e sul futuro, così entrerà un pò di aria nuova!   


Sep. 18th, 2011

Maturità

        
Per qualsiasi studente di quinta superiore la maturità è un momento speciale. Alcuni lo considerano come il passaggio all'età adulta sebbene il vero cambiamento sia l'entrata all'università. Molti organizzano con i migliori amici il classico viaggio di maturità nelle classiche mete come le Baleari o le isole greche. Molti sono tristi di lasciare il classico ambiente scolastico nel quale si possono distinguere le classiche categorie di compagni di classe come il secchione generoso, il secchione crudele che prova gusto a dare suggerimenti sbagliati durante le verifiche e il "boss" della classe che si fa passare i compiti. Questo è ciò che vediamo nei film come "Notte prima degli esami", ma ovviamente la visione di questo importante evento varia da studente a studente.
Per me è stata una liberazione, un respiro di sollievo, per la classe, per molti insegnanti, per molte cose.
Devo dire che la mia carriera scolastica è stata piena di vicissitudini e cambiamenti e nel mio liceo scientifico non ci si annoiava mai, ogni anno succedeva qualcosa; per esempio, quando ero al quarto anno, un ragazzino si è buttato giù dalla finestra del primo piano dopo essere stato sorpreso a copiare (per fortuna aveva solo una costola incrinata) e ad inaugurare la mia ultima settimana di scuola, quest'anno, c'è stato l'allagamento dell'edificio in seguito a un temporale. Io e mio padre, che insegnava nella mia scuola, chiacchieravamo spesso e paragonavamo il nostro liceo all' hotel Fürstenhof di “Tempesta d'amore”, una soap tedesca che guardo spesso, come teatro di intrighi e pettegolezzi. Infatti non mancavano, per esempio, le rivalità tra professori come quelle tra la mia professoressa di italiano del triennio, detta il Manico, anche se snella come un manico non lo era di certo, e un'altra della stessa materia che insegnava nel mio stesso corso, la quale, tutte le volte che veniva contraddetta alle riunioni per materie, buttava la sedia dove era seduta per terra ed era un conflitto continuo con la mia insegnante, che aveva ugualmente molti torti e molti...diciamo...complessi mentali. Ora che il Manico è andata in pensione i prof. di lettere avranno dato un festino alcolico a casa di qualcuno. Ma il peggiore habitat era la mia classe, pubblicizzata e riverita come la suite di un grand hotel, quale la classe frequentata dai cervelli più grigi della scuola. Non è vero. Anzi, la preparazione è come nelle altre classi, l'unica differenza è che nella nostra le bravure dipendono dalla compagnia che uno frequenta all'interno di essa, oppure deve faticare senza avere vita sociale per dei sette e mezzo come ho fatto io quest'anno. La classe, per il 90 per cento al femminile, è composta di vari gruppetti molto chiusi, di cui uno è quello che bisogna frequentare per avere facilmente i voti migliori, capitanato da una di quelle odiose ragazzette alte mezzo metro che hanno la mania del comando e credono di essere la luce venuta dal cielo. Di quel gruppo fanno parte solo persone perfide e arriviste, che non capiscono un accidente, pure brutte, ma sanno imporsi alle professoresse e alla classe molto bene e sono molto sopravalutate. C'era anche una parte maschile, se così si poteva definire. Il dubbio sulla loro virilità è dato più che altro dai comportamenti che avevano. Per tutti i cinque anni non hanno mai smesso di giocare a calcio in classe con le palline di carta e sono sempre rimasti attaccati a quelle brutture che comandavano in classe da me. Poveri bambocci. Io, che vado molto più d'accordo con i ragazzi che con le ragazze, e tutti i migliori amici veri che ho avuto sono stati ragazzi, li odiavo. Peraltro, in quel gruppetto, uno veniva dalla mia classe delle scuole medie ed era un truzzo sfigatissimo che mi ha sempre preso in giro indipendentemente se ero carina e da chi frequentavo; altri due erano gli antagonisti della mia vita alle elementari, di cui uno, il figlio del farmacista, con un lungo mento affilato, si dava moltissime arie ed era brutto e antipatico. L'altro antagonista della mia infanzia era il figlio di amici dei miei, Michele. Quando eravamo piccoli mi rincorreva sempre per tirarmi dei sassi e sua madre lo difendeva dicendo che ero io a disturbarlo. Ed io non avevo nessuno che prendeva la mia parte, visto che mia madre ha sempre dato ragione agli altri anche quando avevano torto e preferiva stare al telefono con i suoi colleghi di lavoro. Quando l'ho ritrovato al liceo era completamente cambiato. Una maschera di bronzo, inespressivo, un meccanico della matematica, parlava poco, misogino. Sono rimasta davvero sorpresa da questo cambiamento. Ma lui e il figlio del farmacista non mi hanno mai canzonato in questi anni. Lo hanno fatto altri. C'era per esempio una ragazza, Maria Francesca, che ovviamente apparteneva al gruppo delle sopravvalutate e prendeva sempre voti altissimi, che sghignazzava o faceva smorfie ogni volta che intervenivo in classe. Così la mia paura di parlare di mia iniziativa all'insegnante era diventata patologica e tutti i professori mi calavano i voti anche per questo. Per me era diventato un incubo. E poi c'era una delle mie antagoniste numero uno, Benedetta. Lei ha sempre trascinato con se un grande odio per me, un'ostilità che non ho mai capito, dalle scuole medie, e ha sparso voci da denuncia per infamarmi con la mia classe. Ho sempre sperato fosse bocciata, visto che andava malissimo nelle materie d'indirizzo... e invece è stata respinta solo quest'anno, per l'ammissione all'esame di maturità. In quarta superiore, addirittura, l'hanno promossa anche se aveva superato i giorni di assenza e aveva tre debiti, rimandandola a settembre e ammettendola all'anno dopo anche con un quattro nella prova di matematica. Tutto perché la "poveretta" era malata di una specie di influenza suina sconosciuta. Che strano. Io e il mio ragazzo, mentre stavamo andando in macchina al McDonald’s l'abbiamo vista, in pieno inverno, in bici senza giacca e una mia amica l'ha vista mentre tornava dalla scuola un giorno che non era presente a lezione. Alla fine di quest'anno scolastico il Manico l'ha sgridata in classe per un tre in latino dicendole che era solo grazie a lei che era stata promossa visto che aveva coinvolto anche la professoressa di scienze. Credo inoltre che ci sia lo zampino della madre di una mia ex migliore amica, Laura, che da quando abbiamo chiuso per motivi personali si è messa dalla parte di Benedetta. La madre di Laura è molto amica con il Manico perché l'ha aiutata coinvolgendo tutta la classe a fare ricorso per insegnarci anche quest'anno, visto che il preside, non potendone più di quella donna e le sue impetuose scenate alle riunioni per materie, la voleva mandare in pensione con la scusa che aveva superato i quarant'anni di servizio. Così Laura, ha avuto un aiutino per il suo cento e lode, visto che la sua adolescenza l'ha vissuta studiando giorno e notte. Almeno non ha faticato per niente. Chissà quanto avranno avuto paura i professori a contraddire il Manico, aggiungendo con rassegnazione la parola "e lode" nero su bianco. Poi c'è Giulia, un'altra amica con cui ho chiuso perché invidiosa e perfida. Mi rinfacciava sempre di essere favorita dai professori per avere il padre professore in quella scuola, quando invece le persone che ricevevano le preferenze erano ben altre. In realtà lei era gelosa perché voleva essere la sola migliore amica di Laura ed invidiosa perché anche se inizialmente alle medie andavo meno bene di lei, poi l'ho superata. Inoltre i suoi genitori, che avevano una piccola stireria, come tutte le persone ignoranti di una città in cui contano solo i magliai, hanno sempre espresso un risentimento profondo nei confronti degli insegnanti come mio padre e mia madre. Il governo di oggi, in particolare, ha penalizzato molto la scuola e la professione di insegnante, che negli altri paesi europei è pagata il doppio. Io odio la scuola, perché ho vissuto brutte esperienze, perché al liceo nessun insegnante mi ha apprezzato, mentre sono stati sopravvalutati altri che sono i tipici "primi della classe"anche se non hanno cuore né sensibilità e sono macchine di memoria, ma penso che non debbano essere tutti gli insegnanti ad essere svantaggiati, ma solamente quelli come il Manico, che regalano bei voti alle persone che preferiscono per motivi personali o sopravvalutati perché bravissimi in altre materie. Se fossi ministro dell'istruzione toglierei anche l'insegnamento collettivo: è una fregatura, bisogna adeguarsi ai livelli degli altri e fare i conti con il rapporto con i colleghi compagni. Inoltre in un ambiente collettivo i professori tendono maggiormente a fare preferenze mentre individualmente, come succede a lezione privata, no. Nella classe vi è una continua competizione con le altre persone e il piacere di imparare e di approcciarsi con il sapere viene sicuramente a meno. Capisco che questa è un' utopia e che la signora Gelmini ha ben altri progetti, ma sarebbe davvero una rivoluzione positiva per la scuola.
Così quest'anno ho sofferto molto, studiato ma non ottenuto più di otto in italiano, e quando io non ottengo tendo a lasciar perdere perché ho ancora tante ferite passate aperte. Poi è arrivata la maturità ed è stato un periodo di impazienza. Non vedevo l'ora di lasciare il liceo e volare a Bologna, da mia madre, dove lei ha trovato fortuna, partendo da ragazza di campagna canzonata da tutti alle magistrali a professoressa universitaria. Poco prima del giorno dello scritto di italiano il mio vicino ha trovato una gattina di un mese e mezzo, abbandonata da qualcuno sulla via Manzoni, una delle strade più trafficate della mia cittadina. Aveva rischiato la vita, ma per fortuna era stata lasciata lì da poco. Il mio vicino di casa voleva portarla al gattile perché la sua gatta non la voleva accettare ed era stata via tutta la notte dalla rabbia, ma io, anche se avevo già il mio gatto rosso di tre anni, ho voluto rischiare e ho portato quella micina impaurita che tremava e miagolava in camera mia. Ora è un'esplosione di vitalità ed energia e mi viene a svegliare con una musata in faccia tutte le mattine quando suona la campana della chiesa o sorge il sole. Ha un bellissimo pelo bianco con delle pezze tigrate in testa, sulla schiena e sulla coda e ha gli occhi di un giallo verde enigmatico. Sarà la mia compagna di vita, di avventura, la sola che mi può capire fino in fondo. Da un po’, tra l'altro, lei e il mio gatto rosso hanno cominciato ad andare maggiormente d'accordo. L’ho chiamata Trudy, da Gertrude, la monaca di Monza de “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, a cui è stata intitolata la via della mia città in cui è stata trovata.
Lo scritto di italiano, per me che prendevo sempre otto, è stato un fiasco. Dieci quindicesimi, il sei. Probabilmente il Manico non ha apprezzato il tema sul mangiare e sulle diete mediterranee, visto che, così grassa a sessantacinque anni di età, spenderebbe solo soldi e sofferenze inutili. Matematica dodici quindicesimi. Niente male, visto che la professoressa aveva detto con mio padre che il motivo per il quale ho preso sette con tutti gli altri professori che ho avuto (la nostra classe era così prestigiosa che al liceo scientifico tradizionale abbiamo cambiato professore di matematica ogni anno) è stato perché erano tutti buonissimi. La mia professoressa infatti si è sempre sentita l'autorità in persona. E' stata vicepreside per anni e anni ed era una di quelle persone che credono di avere sempre la ragione dalla propria parte, sicurissime di loro. Sua figlia ha un anno in più di me e frequentava il mio stesso indirizzo. Aveva tutti dieci e ovviamente è uscita con cento e lode. Sua madre, per vantarsi che fosse poi riuscita ad essere presa a medicina ha raccontato a tutti che, per sua figlia, il test, una prova sempre oggetto di polemiche in tutta Italia, era stato facilissimo e aveva fatto in tempo a rileggere tutte le domande pur avendo studiato poco. Nella terza prova ho preso undici a causa di errori stupidi, distrazioni del cavolo che mi vengono quando non ce la faccio più. Il resoconto degli scritti, uscito il giorno prima del mio orale, è stato trentatré quarantacinquesimi. Ero arrabbiatissima perché aspiravo a più di ottanta e il massimo a cui potevo aspirare con trentatré, i diciassette punti di credito che avevo e il voto massimo dell'orale era ottanta. Visto che sapevo solo il voto totale e non i giudizi delle singole prove ho deciso, asciugandomi le lacrime, di andare al colloquio, alla mattina alle nove. C'era il professore di filosofia. Lui in questi anni non mi aveva convinto molto, perché pensavo che anche lui apprezzasse molto di più i più bravi della classe e non me. Eppure mi ha dato molta forza dicendomi che anche lui era stato sfortunato nella vita scolastica, ma che poi si è ridimensionato, e infatti lui è uno degli intellettuali più noti della mia città, conduce un progetto sul cinema dopo la scuola e premia i più bravi scrittori al concorso della biblioteca cittadina. Poi, visto che lui ama molto i gatti, mi ha pregato di mandargli per mail le foto della mia nuova gatta. A casa mi sono così gettata sulla tesina. Un percorso sulla Luna nella scienza e nell'arte e letteratura. E' arrivato così il domani, il giorno della liberazione da quella scuola e da quei tanti ricordi, di cui quelli belli riguardavano solo la seconda liceo, in cui avevo il mio mitico gruppo di amici che si è poi miseramente sciolto: TMG, ci facevamo chiamare per una lunga storia di un parco che spesso frequentavamo. Era il cuore dell'adolescenza e quando stavo con loro i problemi con i miei compagni di classe svanivano. Ma quel giorno del 29 giugno 2011 dovevo tenere un'importante colloquio da cui avrebbe dipeso il voto della maturità, un misero numero scritto su carta, quindi mi dovevo impegnare e non stare a pensare al passato. Ero la seconda del primo giorno degli orali. Prima di me c'era un'altra mia compagna di classe. Aspetto seduta sul tavolo fuori dall'aula e dopo una decina di minuti esce il Manico che mi riferisce che la studentessa che mi precedeva non aveva finito di parlare della tesina e che visto che la mia era lunga dovevo darmi una mossa. Pensava che sicuramente mi sarei emozionata o bloccata come avevo spesso fatto durante l'anno. Dopo un po’ eccomi entrata. Saluto con piacere il professore di filosofia al quale avevo inviato le foto di Trudy. I complimenti sulla mia gattina mi hanno reso radiosa. Poi il presidente della commissione mi ha fatto cominciare. Ho parlato, facendo collegamenti che i professori apprezzavano moltissimo, persino il Manico era interessata. Sono riuscita ad esporre quasi tutto, tranne storia dell'arte. Poi sono cominciate le domande inerenti alle varie materie, sapevo molte cose e parlavo. Nel frattempo, anche se non avrei voluto, è arrivato il gruppetto femminile delle mie compagne di classe (che io chiamo gregge) ad assistermi per spettegolare su come andavo. Poi il presidente mi ha offerto una caramella. Era tutto finito. Ho salutato i professori e quello di filosofia si è raccomandato di non fare cose troppo facili e di curare i miei gatti. Finiti tutti gli orali ho saputo il mio voto finale, 77. Non era quello a cui avevo aspirato, ma non si allontanava tantissimo. Ho così cominciato a studiare per i test a numero chiuso, per entrare a medicina o a farmacia.
Alla fine sono entrata a farmacia con 55 punti e non sono stata presa a medicina per poco. Sono felice comunque, anche se quest'ultima era sempre stata il mio sogno. Gli altri miei compagni che andavano molto meglio di me non hanno superato nemmeno le prove delle lauree sanitarie e di chimica e tecnologia farmaceutiche, che è molto simile a farmacia. La mia migliore amica, per esempio, aveva iniziato a prendere addirittura dei nove e degli otto in fisica, io invece avevo il sei così tirato che la prof. per darmelo in pagella mi ha fatto abbassare tutte le altre medie. Eppure la mia amica, pur essendo entrata a chimica e tecnologia farmaceutiche, ha l'ofa in fisica perché ha fatto un punteggio basso nel test, io invece non ho problemi. Sono rimasta sbalordita. Purtroppo invece, Maria Francesca, che mi faceva le linguacce arricciandosi le ciocche e Michele, la mummia ambulante, sono entrati a medicina dopo aver preso cento. Mi piange un po’ il cuore perché mi immaginavo un lieto fine classico, con i cattivi in fondo al burrone e i protagonisti felici per sempre. Purtroppo la vita non è così e porterò questo peso per tutta la mia esistenza, soprattutto se non diventerò ciò che avevo sempre sognato. Ma è inutile pensare a certe utopie irrealizzabili. Il finale della mia vita al liceo è stato decisamente "anti idillico", né troppo bene né troppo male, perché si parla di vita non di carta e inchiostro.



Aug. 13th, 2011

Dopo una lunga pausa di scrittura...


...sono tornata a scrivere! So che l'ho detto molte volte in questi ultimi tempi, ma è stato un anno davvero apatico, svogliato e morto, da ogni punto di vista. Poi ho avuto la maturità, problemi famigliari conseguenti alla morte di mio nonno a inizio marzo, due bocciature alla pratica della patente, rapporti difficili col primo istruttore di scuola guida (dopo la prima bocciatura l'ho cambiato) e un anno scolastico davvero stressante...
Come ne sono uscita?
Non ne sono uscita, o meglio, mi sono diplomata, quindi sto studiando per essere ammessa a medicina e sono uscita dal liceo, ma mentalmente non sono uscita da niente e penso che la mia apatia sia dovuta a frustrazione. Frustrazione che dipende dal fattore patente, dal fattore "pensavo di avere un exploit alla maturità", dal fattore "no riposo" perché devo studiare per un esame di ammissione che non so nemmeno se passerò, vista la mia sfortuna di quest'anno.
So che non avete quasi mai visto un post fiducioso e allegro da parte mia, ma il cinismo è il profumo della mia vita! Ahah!

Sep. 22nd, 2010

Come sarà il futuro?


Ho iniziato la scuola. Ricominciato lo stress mattutino, le urla di mio padre per svegliarmi e ci sono già in vista verifiche e interrogazioni.
L'orologio è come tornato dalle vacanze e mi accompagna nelle lunghe ore di lezione alla mattina e di studio al pomeriggio. E quando inizieranno tutte le prove scritte e orali il mio cuore ricomincerà a essere costantemente in uno stato di tachicardia.
Perlomeno è l'ultimo anno, l'ultima grande battaglia per me, in questa città...poi l'altra sarà quella di entrare nella facoltà a numero chiuso che più mi piace, medicina, il sogno della mia vita. Se tutto andrà bene potrò finalmente considerarmi in pace con me stessa. Il problema è che ho sentito che anche delle altre persone della mia classe vogliono entrare in quella facoltà e sono proprio quelle che odio di più perchè mi deridono e pensano che io sia una buonannulla; tra questi c'è un ragazzo che ho in classe dalle medie ed è una delle persone più spregevoli, stupide e false che si possa incontrare nella vita, è un pò il simbolo della mia città: un ambiente dall'aria pesante abitata solo da bottegai sbruffoni che si pavoneggiano per uno spicciolo in più che hanno in tasca.
Comunque, quello lì, in queste prime due settimane di scuola non ha fatto altro che deridermi e dirmi cose insieme agli altri ragazzi come se io fossi una sempliciotta con la testa sempre tra le nuvole. Io non li voglio all'università con me! Se no inizierò a vivere serenamente a 40 anni, per questo non so più cosa fare in futuro, perché è medicina il mio sogno, ma quando inizierò ad essere felice? In quella classe tra l'altro quando dico qualcosa io è come se parlasse il muro! Non è giusto. E quando di rado ho la disgrazia di parlare con loro me ne torno sui miei passi e rimugino quello che mi hanno detto e mi dò della stupida perchè penso a come avrei dovuto reagire se fossi stata una persona forte, che non sarò mai.
Inoltre a medicina c'è sempre la storia di quel maledetto test, su cui non ho ancora sentito voci rassicuranti. Mi fanno forza solo i miei genitori e il mio fidanzato, ma solo per farmi forza perchè loro non hanno mai provato a farlo, quindi non ne sanno niente, e a me piace essere realista. Per il resto nessuno mi ha detto che io posso farcela. Lunedì sono andata a trovare il professore che mi ha dato ripetizioni di latino per qualche tempo; lui mi ha sempre ritenuto intelligente e capace di fare qualsiasi cosa, mi ha sempre rassicurato in tutto, così mi aspettavo che mi dicesse qualcosa di lusinghiero su quell'argomento e invece non ha fatto altro che dire che ci vuole fortuna e che fanno domande stranissime di cultura generale.
Insomma, sono davvero incerta sul mio futuro e più si avvicina il momento della verità più mi sento triste, perché ho sempre sperato di avere una rivincita su coloro che mi ritengono una persona svanita e sempliciotta.
La mia stagione preferita è l'estate perché non ho attorno tutti quegli esseri inutili chiamati compagni di classe e sono libera! Le mie giornate sono state tranquillissime e ho potuto godermi la vita uscendo con il mio fidanzato e i suoi amici e devo dire che mi trovo benissimo con loro; ovviamente non sono della mia città, ma di una cittadina a circa cinque chilometri dalla mia in cui la mentalità è totalmente, o almeno spero, differente.  Ho sempre amato l'estate perché alle elementari, alle medie, al liceo non ho mai trovato una classe che mi abbia considerato sul serio e quindi questa stagione per me è un "rifugio" dall'ambiente mondano della mia città; una città matrigna che mi ha fatta nascere, mi ha cresciuta e allevata ma mai dato felicità.


Tags:

Sep. 6th, 2010

Ormai è finita l'estate...

L'estate è ormai passata e tra un po' ricomincia la scuola.
Quest'anno devo darmi da fare ancora di più perché vorrei avere la soddisfazione di avere un punteggio della maturità alto (anche se sicuramente me lo faranno molto sudare o non me lo daranno per darlo ad altri).

Mi sono goduta questi tre mesi appieno e le mie fatiche di quest'anno sono state premiate a giugno con la media del 7... non superlativa ma essendo una classe “severa” (con chi vuole)...

Il primo quadrimestre è stato pieno di peripezie, ma alla fine ce l'ho fatta!

Prima di cominciare l'estate, inoltre, ho abbandonato tutti quei falsi amici che mi avrebbero reso questa libertà un' inferno e l'ho passata con le persone più speciali.

In particolare ho lasciato perdere una mia amica, che più che un'amica era una palla al piede che in sette anni ha solo cercato di rovinarmi tutto e in alcune cose purtroppo ci è riuscita.

Ha tentato di farmi andare male a scuola e mi ha messo contro tutta la classe spargendo voci false su di me. Lei odiava il fatto che alle medie, il terzo anno, abbia iniziato a prendere voti più alti di lei, io che andavo male in matematica e prima non avevo una media altissima. Da lì ha cercato di consigliarmi di studiare “il giusto”, di non impazzire e al liceo ha sempre diffuso la voce in giro che venissi aiutata dai professori perché mio padre è un'insegnante, così nessuno ha mai avuto fiducia in me e i docenti mi hanno sempre fatto sudare tutto. Ma che stupida che sono stata a non rendermene conto di che brutta persona era!

Tutti in classe le credono sempre perché lei fa gli occhi dolci e ha una parlantina che taglia i coltelli.

Quest'anno speravo almeno che venisse punita dato che non studia mai e ha sempre dei voti bassissimi e invece l'hanno promossa ai debiti col minimo.

Lei e un'altra mia “nemica” delle medie, bigotta, che è stata assente moltissime volte dicendo che era malata (io l'ho vista, in piena malattia, in bici senza giacca ) e ha detto a tutti i miei compagni delle storie assurde su di me, sono state ammesse alla quinta, ma non ci credo che in tre mesi abbiano recuperato il programma di un anno.

Sicuramente, dal punto di vista della depressione, quest'anno sarà quello più gettonato perché quella si vendicherà per il fatto che io e la mia amica che mi è rimasta e che ugualmente ha chiuso con lei, l'abbiamo esclusa; purtroppo lei sa i miei punti deboli.

Sono triste per l'ingiustizia, poiché hanno promosso persone che non se lo meritavano mentre io ho faticato e per l'anno che si prospetta.

Fortunatamente è l'ultimo, l'ultima tappa, e giuro che non metterò mai più piede in questa città!

Rimango con una speranza: essere ammessa alla facoltà di medicina e finalmente trovare un... lieto fine.


Jun. 25th, 2010

Vita parallela?

 


Penso proprio che non scrivo da molto questo blog-diario. Sicuramente per il fatto che sono in vacanza e... mi sto rilassando in un modo pazzesco.
L'unico difetto di questa grande quantità di tempo libero è che lo sfrutto in gran parte a giocare al computer, soprattutto con un videogioco(anzi, solo con quello) : the Sims 3.
Ho speso
giorni interi davanti a quel gioco, fino a che non mi ha causato dipendenza.
Tutto è cominciato l'anno scorso, prima col 2, poi col 3; mi sono bastate poche partite e
me ne sono innamorata. Le più belle giocate che ho fatto sono state quelle a Riverview, una cittadina su un fiume piena di famiglie, una più strana dell'altra! La mia preferita è quella dei Shallow: sono tutti malvagi ma con tanti scheletri nell'armadio.
La cosa più divertente è farli sposare e far fare dei figli, tanti figli, poi far raggiungere loro il livello 10 di cucina, 7 di pesca e 7 di giardinaggio in modo che cucinino l'ambrosia, un pasto che li fa ringiovanire, così andando avanti potrò avere...i quadrisnonni e i loro pronipoti...entrambi giovani adulti!
Sapete...la cosa più bella è che in quel gioco è tutto facile, la scuola è facile, il lavoro è facile e...la vita è facile! Quindi è un ottimo rifugio psicologico dai problemi grandi e piccoli della vita reale!


 

Ma NON posso continuare così.


 

Molte frontiere si stanno avvicinando:

  1. La patente: ormai devo anche cominciare ad essere indipendente senza chiedere passaggi a mio padre che si lamenta ogni volta che deve alzarsi dal divano della tavernetta, dove spesso si abbandona a piacevoli sonnellini.

  2. La quinta liceo e la maturità (quest'anno sono ancora più ambiziosa per i voti)


Ma la cosa più importante, da cui dipende la mia vita, la mia situazione economica, il mio matrimonio,i miei figli e tutto quello che non ho avuto in passato è intraprendere la facoltà universitaria che mi permetterà di realizzare tutto quello che da ancora prima di entrare al liceo desidero: medicina.
Oggi ho anche comprato il libro dei test e a breve inizierò a studiarlo; non penso che sia troppo presto perchè l'anno prossimo avrò l'assillo della maturità e avrò meno tempo di studiare. Voglio assolutamente passare, assolutamente.
Per questo vincerò la mia pesantissimapigrizia e ridurrò le ore che passo al computer per iniziare finalmente a pensare alla mia vita, perchè si vive una volta sola.
I giorni in cui ero triste perchè i miei amici avevano iniziato ad uscire con un'altra compagnia,
i giorni in cui le amiche invidiose non volevano che avessi i voti più alti di loro,
i giorni in cui le ragazze bulle alle medie mi tiravano i palloni o impedivano che mi mettessi con il ragazzino che mi piaceva,
i giorni in cui il mio migliore amico voleva farmi lasciare con quello che adesso è il mio ex da due anni,
i giorni in cui i miei compagni di classe mi insultavano e mi sceglievano per ultima in squadra perchè ero meno brava di loro a giocare,
i giorni in cui i miei compagni di classe andavano in una classe dove insegnava mio padre a palrare male di me,
i giorni in cui il professore di violoncello voleva espellermi dal conservatorio.


 Tutti questi giorni devono essere dimenticati, ora mi devo realizzare e solo quando sarò soddisfatta di me stessa potrò cancellare questo passato pieno di false gioie, tristezze e tante ambizioni.


Jun. 7th, 2010

Odio per la musica?


Ho finalmente finito la scuola! Ora le giornate sono più libere e posso stare al computer quanto voglio, fare quello che voglio e dedicarmi a cose che con il patema scolastico non ho potuto fare.
Sto aspettando i quadri e i voti che mi daranno i prof.!Spero di essere stata premiata per il mio impegno. 
Ora però all'inizio di queste vacanze devo pensare a qualcosa che mi potrebbe rovinare alcune giornate:la musica.
Sì, proprio una delle mie passioni più grandi e io non provo più voglia di andare a maneggiare il pianoforte; ho pensato infatti più volte di lasciare il conservatorio che mi porta via tanto tempo prezioso e non mi dà neanche una soddisfazione. Sono gli insegnanti del conservatorio la causa di questo nuovo quasi disprezzo per la musica.
Loro pretendono troppo, pensano di esserci solo loro nella mia vita dal momento che mi sono iscritta. Inoltre quando affermo che faccio il liceo che comunque è la scuola più difficile di tutte e devo studiare loro rispondono con la frase classica che ho sentito identica da tutti:"Tutti abbiamo fatto il liceo! E basta organizzarsi!Studia di notte!". Di notte? Bello!Cosa devo avere un'adolescenza da faticosa a disumana? Mi dispiace ma non me la sento.
E se è questo che devo fare per la musica allora mi sa che devo tagliare la corda.
Tra meno di quattro ore ho lezione di pianoforte e non ho voglia di suonare.
Domani ho lezione di composizione alle quattro meno un quarto e ho ancora meno voglia di suonare, di fare bassi di armonia e di sentirmi chiedere:"Perchè l'altra volta non sei venuta?Guarda che sei stata assente anche la volta prima dell'altra" e io? Cosa rispondo? Che non sono venuta perchè a scuola,per quel giorno, avevo due verifiche e un'interrogazione e mi sono addormentata alle 3 di notte?Oppure che per me 4 assenze in tutto in un anno sono poche e loro sono dei rincoglioniti?
Li odio!Odio loro e adesso odio anche la musica!Non fanno altro che spingermi ad odiarla e non si rendono conto che così avranno sempre meno allievi e si troveranno costretti a chiudere.
Mi rinfacciano lacune che ho, hanno poca fiducia in me e mi ripetono che la musica la devo studiare a livello professionale e non artistico. Ma la musica è arte, non è artigianato!Quando la capiranno questa cosa? Quando finisce il mondo?
Ormai provo interesse per tutto, tranne per la musica.
Forse il conservatorio dovrebbe subire una riforma, perchè andando avanti così quei bigotti dei professori cancelleranno a tutti la passione che hanno per la musica e tutti odieranno quest'ultima.
E che mondo sarebbe senza musica?


Previous 10